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MARCO LODOLA
ELECTRIC LODOLAND

23 settembre - 30 ottobre 2010
Inaugurazione
23 settembre ore 18.30

Sarà presente l’artista

GALLERIA ARTESANTERASMO
(mostra e catalogo in collaborazione con
Galleria Guidi di Genova)
via Cusani 8 - 20121 Milano
tel. 02877069
fax 0272002334
info@artesanterasmo.it; www.artesanterasmo.it
orari: 10.00-13.00 / 15.30-19.00
dal lunedì pomeriggio al sabato


Dopo il successo del “Balletto plastico-hangar” alla 53ª Biennale di Venezia, omaggio ai teatrini luminosi di Fortunato Depero per il centenario del Futurismo, il neofuturista Marco Lodola torna con le sue opere alla galleria Artesanterasmo di Milano.
Questa volta la scelta del titolo, “Electric Lodoland”, è un omaggio all’album “Electric Ladyland” di Jimi Hendrix del 1968, che richiama la doppia presenza di elettricità e suggestioni musicali nel percorso creativo dell’artista pavese, ormai noto e amato in tutto il mondo. Egli si definisce “elettricista che cattura la luce”, perché illumina dall’interno le proprie sculture, scatole luminose dai soggetti e colori variegati, colti in movimento: pin up, Vespe, ballerini e motociclisti. Come Matisse aveva il sogno di dipingere direttamente con il colore, Lodola insegue la luce, la cattura e crea direttamente con essa.
Forte anche il rapporto con la musica, dalle collaborazioni con musicisti (Max Pezzali, i Timoria, Omar Pedrini e Andy dei Bluvertigo) alle installazioni come il Rock’n’Music Planet, il primo museo del rock d’Europa a Milano nel 2009, voluto da Red Ronnie. Ma la contaminazione musicale è nell’ispirazione stessa delle sue opere plastiche, nei volteggi e nelle spaccate delle coppie di ballo e nelle scritte luminose che ricordano i musical newyorkesi.

In mostra a Milano una trentina di queste figure senza volto, dai 40 centimetri al metro e mezzo di altezza, in un gioco di specchi tra forme e colori luminescenti. Con la presenza, nuova per Milano, di alcuni esemplari del recente ciclo “Eclysse”. In questo caso, al contrario, sono scatole nere, come se la terra oscurasse il sole e di quelle ci restituisse solo il profilo scuro.

“Per un attimo spegniamo il mondo e lo guardiamo al buio. D’altronde troppa luce acceca, mentre per vedere serve anche l’ombra”, spiega Marco Lodola, che arricchisce la propria riflessione sulla luce (gioco di specchi e di rimandi interpretativi) con un lavoro sulla relazione tra forze opposte (luce-oscurità, inspirazione-espirazione, vita-morte).
Altra sorpresa, la presenza dei dipinti preparatori su tela a dimensione reale.

Biografia e immagini sul sito www.lodoland.com.
Per ulteriori informazioni contattare la galleria: 02 877069-02 876426.
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