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  FRANZ BORGHESE


Artesanterasmo-Fidia
2000

120 pagine
50 immagini a colori
con scheda tecnica

a cura di Luigi Cavallo
con saggio introduttivo

€ 35,00
+ spese di spedizione

ARDENGO SOFFICI
Un itinerario plastico

Il catalogo è stato realizzato in occasione della grande mostra con cui la galleria ha inaugurato nel 2000 lo spazio espositivo di via Cusani 8. Curata dal critico Luigi Cavallo e documentata dal presente volume, l’esposizione ha ricostruito l’itinerario plastico dell’artista nella sua stessa produzione pittorica, un interesse per i valori plastici confermato dall’esperienza scultorea degli anni ’30. “Soffici scultore”, si legge nella premessa al catalogo, “Un aspetto finora poco indagato dell’attività del Maestro, pittore, scrittore, teorico dell’arte, tra i primi a trasferirsi a Parigi agli inizi del ’900, ove subito venne a stretto contatto con le correnti d’avanguardia: amico di Picasso, Apollinaire, Max Jacob e poi di Medardo Rosso, Carrà, Papini e quanti altri contribuirono in Italia a svecchiare la cultura di quegli anni. Risalgono ai primi del Trenta le sue prove come scultore, un episodio nella sua intera produzione artistica, ma significativo di una continua ricerca espressiva secondo canoni estetici maturati negli anni. Con un tratto personale e una naturalezza plastica che armonizza con intime suggestioni, rintracciabili in molti dei suoi dipinti e disegni e una padronanza della materia dovuta al suo costante approccio critico, Soffici modella quattro opere a tutto tondo e una formella a bassorilievo. Di queste ce ne sono pervenute tre, due in gesso e una in terracotta, perfettamente conservate e di proprietà della famiglia Soffici. Una di queste, “Donna che lavora a un cappello di paglia”, presenta un rivestimento in cera pronta per la fusione a cera persa, segno evidente dell’intenzione dell’artista di realizzare la versione in bronzo dei modelli originali.”
Intenzione realizzata da Artesanterasmo Fidia per volontà degli eredi Soffici con la produzione di 75 esemplari per soggetto, numerati 1/75, più 30 esemplari numerati I/XXX: “Donna incinta”, “Lettera d’amore” e la già citata “Donna che lavora a un cappello di paglia”, riprodotte sul catalogo insieme a una cinquantina tra disegni e dipinti.
Di grande interesse anche il saggio introduttivo di Luigi Cavallo che ripercorre il percorso culturale e plastico-pittorico di Soffici attraverso le lettere, gli interventi sulle riviste e l’autobiografia: “Nelle pagine autobiografiche Ardengo Soffici ha ricordato che fin dalla prima formazione fiorentina la sua cultura plastica crebbe parallela con le curiosità letterarie; ci fu quindi subito un travaso di interessi fra pittura, scultura, poesia, e una vigile attenzione critica su quanto andava concretamente osservando e producendo in questi campi. Il Soffici pittore e scrittore è stato ampiamente esplorato; di un altro aspetto della sua attività, limitato agli anni 1930-31 in cui realizzò alcune sculture, poco si è detto e merita guardarlo più da vicino. Durante la frequentazione per breve tempo dell’Accademia di belle arti ebbe come insegnante Arturo Calosci, “pittore, allora, di qualche reputazione in Firenze”; presto, siamo nei primi mesi del 1899, Soffici ha vent’anni, annoiato dal dover copiare disegni e fotografie, abbandonò quell’insegnamento per iscriversi alla Scuola libera del nudo, presentato da una lettera dello scultore Antonio Garella che era stato discepolo del più noto Augusto Rivalta…”.







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