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  FRANZ BORGHESE


Artesanterasmo-Fidia
e Téchne Editore
2000

104 pagine
85 immagini a colori
trad. inglese

testo critico di Luciano Caprile

ESAURITO

FRANZ BORGHESE
I racconti del delitto
e altre pitture


Il catalogo, che ha accompagnato la mostra sui racconti del delitto alla galleria Artesanterasmo tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, raccoglie numerose opere di Franz Borghese tra dipinti su tela e su faesite (impasto di fibre legnose, che offre particolare incisività e immediatezza al segno), gouache e sculture. Alcuni ingrandimenti, su doppia pagina con aletta, danno particolare enfasi a queste immagini.
Come dal titolo, un’intera sezione è dedicata alle opere sul delitto, che così Borghese introduce: “Il delitto, il continuo delinquere fanno parte del nostro vivere, dal giornale del mattino, apparentemente così lontano da noi, alla vita dei nostri vicini che ci colpisce certamente in modo più diretto anche se, apparentemente, il più delle volte non ci riguarda.
Il delitto, anche a nostra insaputa, è sempre presente.
… Non sempre è delitto solo ciò che approda al codice penale. Per me e fortunatamente per altri, è delitto inconscio la lite con nostra moglie davanti al nostro figlio più piccolo (la più banale questione può portarsela dietro tutta la vita), è delitto sanguinoso l’allontanare da noi chi è semplicemente diverso da noi.
È delitto la prosopopea verso chi ha bisogno di noi, è delitto l’idiozia.
Come si vede anche io ho fatto le mie pur mutevoli scelte.
Queste scelte le ho affidate a dipinti e disegni da me dedicati al delitto, trasfigurandone con essi il perfido fascino sottile.”
Scrive Luciano Caprile nel saggio introduttivo: “Tra le professioni, quella del medico è tra le più coltivate dalla penna e dal pennello di Borghese perché la figura del clinico gli scatena quella fantasia perversa rivolta all’onnipotenza di chi governa la salute del prossimo e si avvale della scienza come arma di prevaricazione.
… Tra i comportamenti aggressivi e frequentemente riproposti troviamo Il fumatore: il sigaro stretto tra i denti e il fumo emesso a getti o in volute accompagnano la gestualità del prevaricatore, di chi esibisce una superiorità acquisita col tramite della prepotenza. Lo stesso contegno è tenuto dal soldato, dal miles corredato di feluca e bandoliera che addenta il toscano col cipiglio del conquistatore. E fende l’aria con passo sicuro e cadenzato. Più subdolo è invece Il killer nascosto perché attraverso una rassicurante apparenza conquista la fiducia del prossimo…”
E così commenta le sculture: “Le sculture proposte nella circostanza assumono, in un certo senso, la funzione dei bronzi caricaturali di Daumier. Con la differenza che, mentre Daumier si sofferma in senso plastico esclusivamente sui busti degli effigiati, Borghese propone i gruppi di persone e le situazioni che abbiamo rinvenuto in pittura. In tal caso si assiste, ovviamente, a una perdita del colore, sostituito dalla tridimensionalità che offre al grottesco l’arma dissacratoria della disarmonia volumetrica e strutturale degli interpreti. Pertanto i Coniugi e cane si ritagliano uno spazio di patetica solitudine sconosciuta nei dipinti, permeati da tonalità accese e da contorni distraenti.
… Il sordo invece ci concede un racconto più animato e articolato nello sforzo comunicativo dei tre protagonisti. La composizione a semicerchio e la gestualità rendono viva una scena lievitata sul comico. La stessa ilarità è mossa da Il duello. Franz Borghese insegue dunque il suo obiettivo di denuncia ora bonaria ora intinta nella perfidia di una società che non ammette le mezze misure o che tende a giudicare le persone non per quello che sono ma per quello che appaiono. L’artista le coglie tutte in volto sperando di cogliervi il riflesso dell’anima. Ma siccome la fisiognomica, come egli stesso ammette, si risolve in ‘un miscuglio di vero e di falso’, rimane comunque il dubbio sul giudizio della gente. Così il mistero, e l’arte di Borghese, continua.”







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