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  FRANZ BORGHESE


Marsilio Editori
1989

128 pagine
82 immagini a colori
trad. inglese

a cura di Franco Solmi
con saggio introduttivo

€ 30,00
+ spese di spedizione

SALVATORE FIUME
Insinuazione metafisica

Il volume, realizzato in occasione di una mostra promossa dal Provveditorato al Porto di Venezia (“Il Porto per l’Arte”, 3a edizione 1989), è stato curato da Franco Solmi. Il critico per l’occasione ha scritto un saggio che rappresenta una pietra miliare nella bibliografia di Salvatore Fiume sulla sua scelta, o meglio sulla sua "insinuazione" metafisica.
Il libro offre una rassegna delle più importanti opere metafisiche di Fiume, come il trittico “Isola di Statue”, “Via Raffaele Carrieri”, “Via Dino Buzzati”, “Ritratto della moglie del pittore” degli anni ’40 e “Battaglia dell’Aquila” del ’51, che sono opere di grande respiro, come pure il corale “Scienziati che discutono sulle origini della donna” dell’’84.
“[...] Salvatore Fiume non può essere inteso se lo si legge alla luce di teorie troppo definite, neppure quelle di una metafisica storica, in quanto la caratteristica più evidente dei suoi dipinti e delle sue sculture è quella di essere colmi di immagini scompaginanti, di misteriose interrogazioni, di dialoghi e colloqui con interlocutori di ogni scuola e di ogni tempo condotti al di là di ogni limite codificabile. Ciò si può verificare nelle opere di ogni momento, forse già a partire dagli anni della frequentazione dell'Istituto d'Arte di Urbino. A questo periodo è comunque da far risalire I'entusiastico studio dei maestri del Tre e Quattrocento che ha lasciato tanta traccia nell'opera di Fiume, anche la più recente, e che deve aver avuto non poco peso nell’affascinata scoperta di De Chirico e, più in generale, della modernità possibile di una concezione metafisica della pittura che recuperasse, fuor di certa retorica che appesantiva alcune delle esperienze del Novecentismo perfino al di fuori della volontà degli autori, una concezione non provincialistica dell'arte. [...]
Il 1949 fu un anno cruciale per Salvatore Fiume. Conosce allora Raffaele Carrieri che lo presenta a Savinio, un artista-scrittore che il giovane ben conosceva e ammirava almeno dal tempo in cui si trovò a illustrare un suo racconto per la
Lettura, il famoso supplemento letterario del
Corriere della Sera. Il gruppo dei disegni composti fra il 1946 e il 1955, fra i quali figurano
quelli delle chiese antropomorfe, rivelano di quale importanza fu la lezione dei fratelli De Chirico per Salvatore Fiume ma anche che egli fu il solo in Italia ad accettare, senza cercare simbiosi o contaminazioni devianti, la linea di tradizione surreal-metafisica. Si tratta, in particolare, di una metafisica mediterranea che ha sì le sue fondamenta nell'umanesimo classico, ma s'apre ai silenzi e ai misteri dell'antico favoleggiare degli etruschi, dei greci, dei grandi costruttori primitivi, quanto alle inquietanti perfezioni dei trecentisti e quattrocentisti umbri e toscani rivisitati attraverso I’ironia golosa dei futuristi, la limpida spettralità dei surrealisti e lo scavo formale
delle vecchie e nuove mitologie cubiste. [...]






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